RACCONTI

I ragazzi del Sicomoro a cena dal vescovo

Una serata fuori dall’ordinario è stata quella di martedì 23 febbraio, durante la quale la comunità “Sicomoro” di Rancio Valcuvia si è recata all’episcopio di Como per una visita a Sua Eccellenza mons. Diego Coletti. Insieme abbiamo vissuto un momento di condivisione e riflessione come nell’intimità di una famiglia, in modo semplice, tra scambi di opinioni ed emozioni. Prima di tutto il nostro Vescovo ci ha ricordato che un cristiano non deve essere triste, ma felice. Piacevole è stato il suo interessamento per noi ragazzi: per ognuno ha avuto parole diverse e cordiali. In particolare si è soffermato sull’importanza dello studio, egli ha voluto condividere con noi una sua esperienza di quando era studente, quando scoprì che il termine “pescatori” usato nel brano evangelico della chiamata dei primi apostoli, in greco, poteva assumere due accezioni diverse: una “colui che pesca”, l’altra “l’incaricato della custodia dei pesci piccoli nella rete” perché non venissero divorati da quelli più grandi. Così diventare “pescatori di uomini” acquista un significato molto più completo! Questa scoperta è stata per lui motivo di stimolo nello studio e nell’approfondimento dei testi biblici e per noi ha dato luogo ad una miglior comprensione di quanto Gesù chiedeva allora e chiede ancora oggi a chi lo segue. Proseguendo nel suo discorso, il Vescovo si è soffermato sull’importanza della Parola di Dio, sempre pronta a stupirci, se ci mettiamo in ascolto del maestro con costanza ed attenzione. E subito è passato dalle parole ai fatti, assegnandoci un impegno: quello di “custodire” la Parola, e per questo ci ha donato una copia tascabile del Nuovo Testamento e ci ha suggerito anche un metodo di lettura quotidiana. Per proseguire in armonia la serata abbiamo continuato la nostra visita attorno ad un tavolo, sul quale ci sono state servite ottime pietanze, coronate da un dolce valcuviano e da uno spumante “esplosivo”. Un’atmosfera scherzosa si aggirava per quella sala da pranzo, dove, tra battute e risate, si trovava sempre un punto su cui riflettere. A qualche giorno di distanza da quella serata, il ricordo resta nel cuore; ripensandoci e parlandone tra noi, nascono nuove considerazioni e si coglie meglio il significato di questa esperienza veramente speciale.

I ragazzi del Sicomoro di Rancio Valcuvia

Il Settimanale, 5 marzo 2016, 25

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