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Accompagnare in questo tempo

La riflessione che vi propongo nasce dalla domanda che come prete mi pongo in questo periodo: è possibile accompagnare ancora in questo tempo di pandemia?

La risposta può essere articolata e complessa, io mi limiterò a pennellare alcuni aspetti che possono essere utili.

  1. Accompagnare è necessario per riscoprire la bellezza dell’essere chiesa; farsi prossimi come si fa in famiglia; abbracciando la storia, a volte facile o difficile, delle persone che incontriamo. Farsi con loro carico del loro vissuto e, senza pretese di soluzione, confidando nella Grazia di Dio, entrare in sintonia con le dinamiche personali.
  2. Accompagnare in questo tempo vuol dire trovare la giusta modalità, escludendo l’approccio consueto, si investe su debite distanze e mezzi multimediali (piattaforme e videochiamate). Può essere, senza dubbio, una nuova sfida che come chiesa siamo chiamati a vivere e con la quale confrontarci, scoprendone i pregi e misurandone i limiti.
  3. Accompagnare è anzitutto opera dello Spirito che suscita in coloro che chiedo e in coloro che si rendono disponibili, condizioni adeguate per la dinamica di accompagnamento. Non è ingenuo né sciocco invocare lo Spirito per una rinnovata effusione di sapienza e di scienza.
  4. Accompagnare in questo tempo è stare vicino con uno sguardo attento ai segni dei tempi! Modalità che, se anche non del tutto naturali, divengono veicolo e occasione di cammino comune. Un richiamare la centralità della presenza divina nella vita con uno sguardo al positivo che costruisce e rinnova la vita personale.
  5. Accompagnare trae motivazione dalle domande di senso che ognuno di noi ha dentro di sé e che non sono risolvibili da soli. La relazione infatti aiuta a rileggere la propria storia dentro parametri differenti dai propri per una decisione personale più adeguata.
  6. Accompagnare è un cammino che deve rimanere sempre vivo, non è “cosa di un tempo” è dinamica che perdura e che coinvolge l’intera esistenza. La Provvidenza di Dio si muove dentro le pieghe del vissuto umano che va riletto e reinterpretato alla luce della Parola di Dio e dell’Eucarestia.
  7. Accompagnare necessità di formatori e di persone formate! Improvvisare non è una buona cosa. Alcuni testi e alcune esperienze possono essere utili a questo proposito.

Sono semplici riflessioni che spero possano essere utili… a presto con le tappe successive di questa condivisione.

Don Silvio Bellinello